Banca di Piacenza
La Banca di Piacenza è Partner organizzativo del Piacenza
Calcio
Perché partner (e non sponsor)
Quando le fu chiesto di affiancarsi al Piacenza calcio, la Banca
di Piacenza disse subito di si. Immediatamente, e senza pensarci (fatti salvi
- ovviamente - i passaggi decisionali dei suoi organi deliberanti).
Ricordo quei giorni, entusiasmanti ancor oggi. Grazie al suo meraviglioso personale
(un tutt'uno con l'istituto; orgoglioso di appartenere alla banca locale), la
Banca si attrezzò in pochi giorni - per non dire in poche ore - per la
campagna abbonamenti.
"Partner organizzativo", però. Non, sponsor.
Sponsor è un termine che non piace, alla Banca di Piacenza. Quello di
sponsorizzazione è un contratto che presuppone un do ut des; che comporta
un delicato equilibrio in termini di corrispettivo. Se fosse per questo, la
Banca interverrebbe - nei più svariati settori nei quali ha parte - un
decimo, sì e no, di quel che interviene. Quello che fa, la Banca lo fa
invece perché è un tutt'uno con la sua terra, inscindibilmente
ad essa legata, perché del suo territorio la banca locale vuole essere
- ed è - un supporto essenziale.
E poi, la Banca (che - lanciando il termine partner - ha tracciato, pure qua,
una strada oggi da altri seguita, anche in sede nazionale: proprio come con
la Piacenza card) è entrata nel rapporto con il Piacenza calcio al suo
solito modo. Non ha voluto porre limiti a nessun apporto, che venissero pure
anche gli sponsor (meglio: gli sponsores). Tutto da guadagnarci per il Piacenza,
e - quindi - per Piacenza.
Si, perché il Piacenza è un unicum con la sua città, con
la sua terra: nella nostra provincia, in Italia, in tutto il mondo.
Proprio come per Piacenza e la sua Banca.
Lo dice chiaro il nostro messaggio: "Una città, la sua squadra,
la sua Banca".
Non un messaggio pubblicitario, non uno slogan. Ma, solo, la sacrosanta verità.
Corrado Sforza Fogliani
Presidente BANCA DI PIACENZA