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Dedicato a tutte le donne
che devono imparare ad amarsi di più

Presentato al PalabancaEventi il romanzo “Eva, la costola di Dio” della debuttante Angelica Saltarelli. In una Sala Panini gremita, l’autrice ha dialogato con il giornalista piacentino del Corriere della Sera Paolo Baldini

La prestigiosa Sala Panini del PalabancaEventi della Banca di Piacenza gremita in occasione della presentazione del primo romanzo di Angelica Saltarelli, nonostante il forte maltempo e la concomitante presenza in città del Capo dello Stato. Il volume è stato presentato dal piacentino Paolo Baldini – giornalista, critico letterario e blogger del Corriere della Sera – in dialogo con l’autrice.
“Eva la costola di Dio”, per i tipi dell’editore nazionale Santelli, il titolo di un viaggio catartico che la Saltarelli fa alla scoperta di se stessa come donna estremamente moderna ed antica al tempo stesso. Un’avventura in cui l’autrice prende per mano il lettore e lo conduce in una metafora della vita umana e del mondo in cui viviamo; un mondo di cui Angelica Saltarelli non può far meno di evidenziare pregiudizi, stereotipi e verità preconfezionate. Attraverso una protagonista di origini ebraiche, prende posizione contro ogni forma di xenofobia e paura della diversità, intesa come paura di tutto quello che è differente da ciò che noi conosciamo: è il tentativo di disinnescare nella mente di un lettore dallo sguardo appannato l’equazione in base alla quale ciò che non conosciamo o che, comunque, non riusciamo a comprendere, è sempre necessariamente malvagio e cattivo.
Sicuramente fonte di ispirazione del personaggio di Eva sono stati la figura di Medea in Euripide e il mito della caverna di Platone. Eva parte alla scoperta di cinque esotiche mete, vivendo in ognuna di essa una vera e propria epifania del male di vivere che oggi spesso affligge il rapporto uomo-donna. Un male di vivere che può essere sconfitto solo da una donna che sappia davvero amarsi fino in fondo. E ne esce lo stesso squilibrio che si trova nel racconto biblico: “Alla fine Adamo che cosa fa? – si chiede l’autrice –. Non fa nulla se non scaricare tutta la colpa su Eva. Fa tutto Eva: parla con il Serpente, coglie il frutto e lo porge ad Adamo. Adamo, di fatto, non fa nulla: non prova nemmeno ad opporsi alla donna”.
Eva è una ragazza che trova una bottiglia in cui è contenuta una pergamena sulla quale sono scritte cinque mete. Da un giorno all’altro, lascia tutto ciò che conosce per partire per il cammino che le consentirà di scoprire una delle poche cose che ancora non sa: chi è davvero. In ogni tappa si nasconde un’incognita da svelare: in ogni luogo visitato Eva trova o perde qualcosa e così continuerà a succederle fino alla fine del libro. Un libro – dedicato a tutte le donne che devono imparare ad amarsi di più perché solo così possono essere tali – che trasuda dotti richiami mitologici, filosofici, biblici e frutto di un’autrice che, spogliatisi del proprio quotidiano ruolo di riconosciuta cultrice del diritto, cavalca la libertà che, a suo giudizio, solo il poter scrivere su un piano letterario concede in pieno.

27.9.’24

 

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