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PALABANCAEVENTI
Studio sugli ex libris per ricostruire
la storia della Biblioteca Passerini Landi

Un interessante studio sugli ex libris delle collezioni della Passerini Landi con un desiderata che sarebbe la classica ciliegina sulla torta: poter inserire i risultati nella banca dati nazionale dell’Archivio possessori della Biblioteca Marciana di Venezia. Un sogno accarezzato da Daniela Morsia, conservatore dei Fondi Antichi, che ha illustrato il citato studio in anteprima assoluta nel corso della conferenza che si è tenuta al PalabancaEventi in occasione della mostra (che s’inaugurerà il 6 dicembre prossimo nella sede della Biblioteca comunale) sulla donazione di più di 3.500 ex libris fatta da Paolo Rovegno, incisore e collezionista cremonese residente a Piacenza.
In avvio d’incontro il direttore della Passerini Landi Graziano Villaggi ha fatto una panoramica sulla storia degli ex libris «uno strumento per proteggere un libro o un codice antico attraverso una nota di possesso», un segno di caratterizzazione dei propri libri che ha stimolato gli incisori a produrre vere opere di grafica. «La storia degli ex libris - ha aggiunto il dott. Villaggi - si accompagna alla storia dell’arte risentendo degli stili che mutano». Il direttore ha infine sottolineato l’importanza storiografica degli ex libris, che permettono di ricostruire non solo la storia di un volume ma anche dell’intera collezione libraria della Biblioteca.
La dott. Morsia ha quindi compiuto un excursus nel variegato mondo degli ex libris e di altri marchi di possesso (dai timbri alle note di lettura) che caratterizzano il patrimonio della Passerini Landi, arricchito dalle donazioni, che hanno costituito la fonte principale di crescita della dotazione libraria. «Penso alla donazione della biblioteca del marchese Ferdinando Landi arrivata nel 1872 - ha specificato la studiosa -, una biblioteca di respiro europeo che ha modificato, per quantità e soprattutto qualità, la fisionomia della Biblioteca civica di Piacenza». E a tante altre donazioni, definite «cospicue» e che «hanno rappresentato e rappresentano indice di vitalità, segno tangibile del ruolo civico riconosciuto alla Biblioteca dalla cittadinanza, secondo una prestigiosa tradizione ormai plurisecolare».
Paolo Rovegno ha dichiarato l’amore suo e della moglie per la grafica d’arte, una passione che l’ha portato a collezionare tantissimi pezzi («nel 2008 ne ho lasciati 6500 al Museo di Cremona»), in parte ora donati alla Passerini Landi «per evitare che tutto vada perduto». Come accennato, la donazione Rovegno sarà oggetto di una mostra (al tavolo dei relatori anche Cecilia Magnani, che si è occupata degli aspetti organizzativi della rassegna) che durerà fino al 7 febbraio del 2026 e ogni 15-20 giorni esporrà pezzi diversi. Una parte delle opere donate sono state raccolte in un catalogo (ed. Tipleco) grazie al sostegno della Banca di Piacenza. Il dott. Villaggi e la dott. Morsia hanno ringraziato la Banca per aver permesso la realizzazione del catalogo e per «l’attenzione che sempre dimostra ai nostri studi». Il presidente dell’Istituto di credito Giuseppe Nenna è allora intervenuto per ribadire che «quando c’è bisogno, la Banca c’è».

26.11.’25

 

Da sinistra, Paolo Rovegno, Graziano Villaggi, Cecilia Magnani e Daniela Morsia

 

Il pubblico di Sala Panini

 

L'intervento del presidente della Banca di Piacenza Giuseppe Nenna; a sinistra, Paolo Rovegno

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