«Dedizione, signorilità, legame con il territorio: grazie Presidente Nenna per gli oltre vent’anni dedicati allo sviluppo della Banca di Piacenza»

Centinaia di persone hanno reso omaggio al Presidente dell’Istituto di credito mancato nei giorni scorsi partecipando alla messa in suffragio nella Basilica di Santa Maria di Campagna

Sono stati tantissimi i piacentini che hanno reso omaggio al presidente della Banca di Piacenza Giuseppe Nenna, mancato nei giorni scorsi dopo breve malattia, partecipando alla messa di suffragio nella Basilica di Santa Maria di Campagna. Alla presenza dei famigliari del dott. Nenna (il figlio Francesco, la sorella Paola, i nipoti Alice, Viola e Iacopo), della massime autorità cittadine, dei componenti di Amministrazione e Direzione dell’Istituto di credito unitamente a dipendenti, soci e clienti, di numerosi rappresentanti del mondo economico e sociale piacentino, il celebrante don Davide Maloberti – dopo il saluto di benvenuto del Superiore della Basilica padre Pascal Lushuli – ha ricordato del Presidente Nenna «il grande spirito di servizio e la grande professionalità» nel guidare la banca locale, importante realtà per lo sviluppo d Piacenza. Il parroco di Sant’Antonino ha poi fatto riferimento alla festa degli Angeli custodi per significare che «l’Angelo custode che Dio ha donato al Presidente Nenna gli ha permesso di compiere con coraggio la missione di condurre con successo la Banca, raccogliendo tra l’altro un’impegnativa eredità» e a quella di san Francesco, il cui esempio «ci aiuta a percorrere il nostro pezzetto di vita in modo costruttivo».

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Alla funzione hanno partecipato famigliari del Presidente Nenna, le massime autorità cittadine, vertici, dipendenti, soci e clienti della Banca

Alla funzione hanno partecipato famigliari del Presidente Nenna, le massime autorità cittadine, vertici, dipendenti, soci e clienti della Banca

Padre Secondo Ballati, per anni rettore di Santa Maria di Campagna e arrivato da Torino, ha confessato «una grande emozione nel rivedere tante persone amiche» e giustificato la sua presenza come «ringraziamento alla Banca per le belle cose che sono state fatte nel tempo, come la Salita al Pordenone e i 500 anni e per l’impegno sempre dimostrato sia dal Presidente Sforza sia dal Presidente Nenna per rendere accogliente questa chiesa».

La funzione è stata accompagnata dalle musiche scelte dal maestro Claudio Saltarelli (Ingresso: Johann Pachelbel, Canone in D+; Offertorio: Vincenzo Petrali, Adagio n° 2 Lab; Communio: J. S. Bach, “Erbarm dich mein” BWV 721; Congedo: Ivo Meini, Preludio su “In Paradisum”), eseguite all’organo da Michele Mazzoni.

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Centinaia di persone hanno partecipato alla messa di suffragio

Centinaia di persone hanno partecipato alla messa di suffragio

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Un momento della messa; da sinistra il diacono Franco Fernandi, il celebrante don Davide Maloberti, padre Secondo Ballati e padre Pascal Lushuli

Un momento della messa; da sinistra il diacono Franco Fernandi, il celebrante don Davide Maloberti, padre Secondo Ballati e padre Pascal Lushuli

L’amministratore delegato e direttore generale della Banca Angelo Antoniazzi al termine della messa ha ringraziato tutti i partecipanti che con la loro presenza hanno voluto «testimoniare quei sentimenti di stima e affetto nei confronti di un uomo che ha dato tutto sé stesso per il bene della Banca».

«Da qualche mese – ha proseguito Antoniazzi – la convalescenza da un intervento lo aveva tenuto lontano dalla Banca (tranne che per la partecipazione a un Consiglio di amministrazione ad agosto), ma questo non gli aveva impedito di seguirne l’andamento con le sue preziose indicazioni. Proprio pochi giorni prima di lasciarci aveva voluto testimoniare con una lettera la sua vicinanza a un evento – la presentazione del volume dedicato da Confedilizia a Corrado Sforza Fogliani (“il carissimo Presidente Sforza, scriveva nella lettera”) – a cui avrebbe desiderato partecipare di persona. Mai più ci saremmo aspettati di non vederlo tornare. Per oltre vent’anni, prima nel ruolo di Direttore generale e poi come Presidente, ha rappresentato una guida autorevole e un sicuro punto di riferimento, lasciandoci un patrimonio straordinario di dedizione, signorilità e profondo legame con i nostri territori di appartenenza. Le solide fondamenta che ha contribuito a costruire costituiscono oggi il patrimonio e la forza di una Banca che guarda al futuro con la stessa determinazione e gli stessi valori che ha saputo trasmettere e sostenere nel corso del suo mandato. Oggi siamo qui tutti insieme nel suo ricordo per esprimergli il nostro profondo ringraziamento».

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Don Davide Maloberti durante l'omelia

Don Davide Maloberti durante l'omelia

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L'a.d. e direttore generale della Banca Angelo Antoniazzi durante il suo intervento

L'a.d. e direttore generale della Banca Angelo Antoniazzi durante il suo intervento

 

5.10.’26.