Presentata al PalabancaEventi l’ultima fatica editoriale della prof. Valeria Poli
Il patrimonio architettonico religioso piacentino come una tappa nella riflessione dedicata alla storiografia artistica. Questo l’obiettivo, raggiunto, della prof. Valeria Poli che ha presentato al PalabancaEventi, nell’ambito della stagione culturale promossa dalla Banca di Piacenza, la sua ultima fatica editoriale “Il patrimonio architettonico religioso di Piacenza”, uno studio pubblicato dalla casa editrice Lir (Libreria Internazionale Romagnosi).
L’autrice ha scelto di focalizzare l’attenzione sulla storia dell’architettura religiosa, dopo averla analizzata sul versante simbolico e aver ricostruito i tempi e i modi della sua scomparsa e trasformazione, spostandosi poi sul versante tipologico e stilistico.
Un’analisi, ha spiegato, della storia dell’architettura religiosa attraverso le categorie della tipologia e dello stile, operando una sintesi tra l’analisi diacronica e quella sincronica, in stretto legame con il sistema politico.
La storia della storiografia artistica, dalla fine del XVIII secolo, ci ha consegnato una narrazione per periodi, definiti stili, caratterizzati da omogeneità contenutistica e formale. La prof. Poli, alla luce del recente revisionismo storiografico, ha proposto una narrazione sul lungo periodo di tipo interdisciplinare che, considerando i cambiamenti politici e religiosi, permette di ricostruire la storia tipologica pur conservando la terminologia stilistica ormai storicizzata.
Valeria Poli, autrice del volume sul patrimonio architettonico
La tipologia architettonica è una categoria di classificazione degli edifici basata sulle caratteristiche funzionali, organizzative e distributive. E’, in estrema sintesi, il risultato del rapporto tra forma e funzione riconosciuto in quella precisa civiltà, permettendo di considerare la produzione artistica come la forma della cultura del tempo, che determina la definizione di regole estetiche socialmente condivise, il contenuto, indicabile come la serie di convenzioni e regole che presiedono alla scelta e alla selezione di parti del soggetto da rappresentare per raggiungere il bello ideale.
Il Romanico è quindi considerato come l’espressione dei liberi comuni che testimoniano la rapida conquista del potere politico da parte del ceto borghese, che si identifica nella produzione del Gotico. Il passaggio dal sistema politico signorile a quello del Principato inizialmente si identifica nel Rinascimento, per poi evolvere nella ricerca dell’età della maniera in risposta ai dettami della riforma cattolica. La contrapposizione apparente tra il Barocco e il Classicismo è la testimonianza del consolidamento della situazione storico politica che viene messa in crisi alla fine della guerra di successione spagnola. Il nuovo assetto del nostro territorio – ha spiegato ancora l’autrice – inserisce il contesto locale nel sistema politico internazionale, dal periodo napoleonico all’esperienza Unitaria, che vede Piacenza Primogenita d’Italia, passando attraverso la ricerca Neoclassica e Romantica che documenta una notevole vitalità.
Il testo, pur privilegiando una lettura tipologica, è corredato da schede monografiche che diventano occasione per dar conto di una lettura più tradizionale a partire dalle tappe di trasformazione dell’edificio per rispondere alle necessità liturgiche, ma anche al mutamento del gusto fino alla rilettura operata nell’età dei restauri che coinvolgono soprattutto il patrimonio medioevale.
20.5.’26.