Successo del concerto per solo pianoforte che ha aperto ufficialmente la stagione culturale della Banca di Piacenza
Parafrasando il titolo del concerto, le cartoline da un sogno di Marco Beretta sono arrivate a destinazione del pubblico del PalabancaEventi che in Sala Corrado Sforza Fogliani ha assistito in religioso silenzio – rotto solo dai convinti e numerosi applausi finali – alla performance del compositore e direttore d’orchestra piacentino che per un’ora filata, senza interruzioni, ha raccontato al pianoforte le emozioni di una vita.
L’appuntamento rappresentava l’apertura ufficiale della stagione culturale della Banca di Piacenza, rappresentata per l’occasione dal vicepresidente Domenico Capra, dall’a.d. e direttore generale Angelo Antoniazzi, dai vicedirettori generali Pietro Boselli e Lodovico Mazzoni.
Non si è trattato del canonico concerto con un programma di brani ben definito ma – sono parole del maestro – «di un unico brano di mia composizione: i frammenti nei quali è suddiviso non hanno pertanto un titolo; si tratta di un viaggio musicale e umano, un percorso interiore raccontato attraverso il pianoforte».
Ogni brano (nel brano) è diventato quindi una piccola cartolina, un frammento di vita e di suono che affiora come in un sogno: immagini, ricordi, emozioni, incontri. «In queste pagine – spiega Beretta – ho voluto ripercorrere la mia storia musicale, dal primo stupore per il suono fino alla scoperta dei diversi linguaggi che hanno segnato il mio cammino: la musica classica, il jazz, le sonorità contemporanee, l’improvvisazione. Ogni stile ha lasciato una traccia, un colore, un respiro, e in questo ciclo ho cercato di riunirli in un unico flusso narrativo, libero dalle barriere dei generi, guidato solo dal suono e dalla memoria».
Il pianoforte è diventato così la voce di un sogno che attraversa il tempo: un luogo dove le esperienze si intrecciano e si trasformano, dove la musica è racconto, introspezione e rivelazione. «Non è una raccolta di brani separati – ribadisce il direttore d’orchestra – ma un unico viaggio, un paesaggio sonoro che si svela poco a poco: come se, voltando una cartolina dopo l’altra, ci si ritrovasse a ricomporre la mappa segreta della propria vita».
7.10.’26.
Applausi finali per Marco Beretta
Il pubblico segue il concerto in Sala Corrado Sforza Fogliani