Vita e abitudini del sultano Mehmed che amava la caccia più delle donne

Presentato al PalabancaEventi il libro del marchese Luca Paveri Fontana

“Statura mediocre, carnagione olivastra, occhi che lo fanno sembrare stupido, naso grosso, bocca larga con labbra gonfie, collo assai corto e spalle che lo ingobbiscono”: questa la descrizione del sultano Mehmed IV (1642-1693) tramandataci da Cornelio Magni in un suo libro del 1679 edito da Galeazzo Rosati (Parma). Un volume che il marchese Luca Paveri Fontana ha ritrovato nella biblioteca della sua splendida residenza di Caramello (alle porte di Castelsangiovanni) e che ha solleticato la sua curiosità di appassionato di storia. Ma chi era il Magni? Un viaggiatore italiano (Parma, 1638-1692) che s’imbarcò nel 1671 a Livorno su un vascello olandese diretto a Smirne. Arrivato a Costantinopoli, vi dimorò diversi anni. Seppe stringere ottimi rapporti con i diplomatici europei ed ebbe modo di conoscere a fondo la corte ottomana. Al seguito di un esercito turco raggiunse la Bulgaria e il corso del basso Danubio. Visitò anche la Siria e la Palestina per rientrare poi in patria attraverso Cipro e la Grecia.

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La presentazione del libro si è tenuta il Sala Panini del PalabancaEventi

La presentazione del libro si è tenuta il Sala Panini del PalabancaEventi

Questo ricco signore raccontò il suo avventuroso viaggio in sette lettere (poi raccolte nel libro citato) indirizzate a diversi (illustri) rappresentanti locali: la sesta lettera (di 143 pagine, spedita da Galata di Costantinopoli il 14 ottobre 1672) fu destinata al marchese Alfonso Paveri Fontana “Gentiluomo di Camera del Serenissimo di Parma e Piacenza”. In essa, un’articolata descrizione della corte del sultano, che Luca Paveri Fontana ha rappresentato in un volumetto (“La corte del sultano Mehmed IV [1642-93] vista da un contemporaneo”, Archivio Paveri Fontana, pubblicazione n. 14, 2025, stampa Grafiche Step Parma), presentato al PalabancaEventi (Sala Panini) in dialogo con il giornalista Emanuele Galba (copia della pubblicazione è stata distribuita a tutti gli intervenuti). «Amo la storia ma non sono uno storico, così come mi diletto a scrivere ma non sono uno scrittore», ha premesso l’autore – che vanta un passato da manager di grandi multinazionali e un presente da consulente ed esperto di investimenti finanziari –, non nuovo a iniziative editoriali che hanno sempre attinto all’Archivio di Villa Caramello (frammenti e curiosità storiche sul Ducato di Parma e Piacenza).

«Mehmed IV non era certo un Adone – ha ribadito il dott. Paveri Fontana, spiegando che ha scelto di parlare delle corti ottomane in quanto sicuramente meno conosciute di quelle europee – e al contrario dei suoi predecessori non frequentava il Serraglio femminile (harem), avendo solo due favorite con le quali ebbe figli. La sua grande passione era invece la caccia». L’autore, dopo aver descritto il viaggio del Magni, ha accennato ad altre curiosità legate alla corte del sultano, che praticava attività fisica cimentandosi in otto sport, tra cui tiro con l’arco, lancio del peso e del giavellotto, sciabola, lotta, equitazione. Il “Gran Signore” amava pasteggiare con carne di castrato, colombi arrosto, gallina cotta con riso, agnello arrosto, paste dolci, riso con latte, riso pesto con zucchero, acque dolci che si facevano con fichi, visciole, cerase e altri frutti. Mentre era a tavola c’era un addetto (Ternakgì) che gli tagliava le unghie dei piedi.

Un po’ strani, questi sultani.